Fonti Normative

LA RETE CIVICA DELLA SALUTE «COSÌ ACCORCEREMO LE DISTANZE TRA CITTADINI E SISTEMA SANITARIO»
 
La Rete Civica della Salute (RCS) è un progetto d’inclusione sociale, una chiamata pubblica di cittadini consapevoli riconosciuti dal Servizio Sanitario Regionale (SSR) e coordinati per la migliore tutela della salute, per sé ed i propri cari.
 
Il progetto attua in modo avanzato il dettato dalla Legge 833 del 1978, istitutiva del SSN, che proprio al primo articolo, a sottolinearne l’importanza, subordina l’attuazione del servizio sanitario nazionale alla garanzia della partecipazione dei cittadini che agiscono a pieno titolo nel processo di costruzione e controllo del sistema preposto a garantire lo “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale” propugnato nell’atto costitutivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.  La RCS garantisce ai Cittadini la partecipazione quali “truppe di riserva” ossia “subsidium” del Servizio Sanitario Regionale.
 
La RCS promuove e sviluppa la partecipazione di singoli cittadini attivi e competenti in funzione di stakeholders delle proprie comunità; si fonda sul principio costituzionale che dichiara il diritto alla salute "diritto dell’individuo e insieme interesse della collettività” e si costruisce nella consapevolezza che la dimensione della salute interseca tutte le dimensioni del welfare di comunità: sociale, ambientale, culturale.

La società civile italiana per dirigersi verso l’equilibrio tra salute, economia e tutela ambientale, nella concezione nuova e necessaria di sviluppo, ha bisogno improcrastinabile di formazione civica e riscoperta del valore dei doveri verso i beni comuni. Occorre educare alla sussidiarietà orizzontale, formare truppe di riserva che intervengono diffusamente e spontaneamente a orientare e sostenere le politiche pubbliche sui beni comuni: salute, ambiente, beni culturali. Educatori civici per l’esercizio più responsabile dei diritti.

L’obiettivo più alto della RCS è promuovere la cultura individuale della responsabilità civica, del senso autentico di comunità e cittadinanza, dell’educazione alla convivenza civile, a saper essere catalizzatori di sviluppo culturale e risanamento del degrado nei servizi pubblici essenziali, specie quelli che impattano sulla qualità della vita urbana. Si pensi soprattutto allo smaltimento dei rifiuti.

Il progetto RCS è stato proposto dal Programma di Assistenza Tecnica del Ministero della Salute (POAT Salute). L’Assessorato della Salute della Regione Sicilia, costituendo la Rete Civica della Salute (Atto d’ Indirizzo) ha inteso dotarsi di una infrastruttura sociale, plurivalente ed in crescita, fondata sulla reciproca collaborazione tra operatori, pazienti, istituzioni e cittadini, tesa al miglioramento complessivo del SSR nell’interesse proprio e della collettività. La RCS accorcia la distanza tra cittadino e SSR; qualifica la domanda assistenziale e la capacità di valutazione esterna al fine di spingere costantemente l’offerta sanitaria a migliorarsi nella qualità, appropriatezza, equità ed umanizzazione della relazione. Praticamente, la RCS serve a migliorare la comunicazione istituzionale sanitaria e sensibilizzare i cittadini sul corretto utilizzo dei servizi, a potenziare educazione alla salute e prevenzione, a promuovere il protagonismo civico della sussidiarietà orizzontale.

La dorsale su cui si innesta la RCS è rappresentata dai Comitati Consultivi delle Aziende Sanitarie della Regione Siciliana ( articolo 9, commi 8 e 9 della Legge Regionale 14 aprile 2009, n. 5Art. 2 del D. A. n. 01019 del 15 Aprile 2010) coordinati in ambito regionale dalla Conferenza dei CCA ( D. A. n. 1874 del 21 settembre 2012). I Comitati Consultivi Aziendali favoriscono la partecipazione dei cittadini per l’attuazione degli obiettivi di qualificazione della sanità.